Da Montepaolo a Faenza

Tappa n°11 della Viae Misericordiae

I

Indicazioni per il tragitto

La tappa da Montepaolo a Faenza scende verso la campagna faentina attraversando il suggestivo borgo di Oriolo dei Fichi. Da dietro l’eremo parte un’unica strada non asfaltata in discesa che va seguita per circa 600m nonostante la presenza di numerosi bivi. All’altezza del civico 37,  si lascia la strada in favore di un sentiero che incomincia sulla destra e con il quale si scende: anch’esso va seguito a prescindere da bivi. Procedendo si passa accanto ad un grande traliccio dell’alta corrente posizionato sulla sinistra del percorso e più avanti (350 m) a delle rovine sulla destra da qui si continua per 500 m fino ad incontrare un bivio in cui bisogna proseguire a sinistra. A questo punto il sentiero si apre e, essendo in cresta, si possono ammirare i panorami circostanti per quasi 500 m. Si arriva ad un bivio con una strada a sinistra affiancata da un boschetto recintato: imboccandola e scendendo per circa 1 km, si giunge su via

Oriolo dei Fichi

Montepaolo che è una strada ghiaiata. Proseguendo sulla strada provinciale per 650 m si passa un ponte e subito dopo il Poligono del tiro al piattello che rimane sulla sinistra fino ad arrivare all’incrocio con via Croce sulla destra. Imboccando via Croce, lunga poco meno di 1 km fino all’incrocio con via Montefortino in cui bisogna girare a sinistra. Qui il percorso risale e dove la vegetazione non copre la visuale si può godere di un’ottima vista.

Imboccata via Montefortino si prosegue per 1,5 km fino ad incontrare l’agriturismo “la Morattina”. Qui la strada prosegue dritto ma cambia nome, divenendo via S. Mamante. Proseguendo dritto per 1,2 km si incontra infine un sentiero sterrato a sinistra. Prendendo il sentiero dell’amore, chiamato così per la presenza di frasi romantiche apposte su alcuni alberi, bisogna prestare attenzione a restare su quello più a monte dei due sentieri presi. Procedendo per circa 1km si arriva direttamente al centro di Oriolo dei Fichi, un piccolo borgo sulle prime colline a sud di Faenza, in cui spiccano la torre e la chiesa di sant’ Apollinare.

Dal centro di Oriolo scendere lungo la strada asfaltata per quasi 2 km fino ad arrivare all’incrocio con via S.Mamante, girando poi a sinistra. Si prosegue così su via S. Mamante per 1,5 km fino ad incontrare via Ramona sulla destra. Imboccata via Ramona, procedere per poco più di 1,5 km fino a via Banaffa sulla sinistra. Seguendo via Banaffa per quasi 3 km si arriva alla via Emilia/via Forlivese che condurrà ad un sottopassaggio nei pressi di una rotonda. Superato il il sottopassaggio, si arriva ad un semaforo dove svoltare a sinistra in via Malta. Una volta giunti al termine di via Malta, svoltare a destra in via Forlivese percorrendo un lungo rettilineo che porta al centro di Faenza. Si passa l’unica porta antica rimasta in piedi di Faenza, Porta delle Chiavi, da cui parte Corso Europa che termina al Ponte delle Grazie. Attraversando il ponte, percorrere Corso Saffi che terminerà nella piazza antistante la Cattedrale di Faenza.

Luoghi di interesse nei dintorni 

Oriolo dei fichi: abitata e coltivata in epoca romana, ma divenne importante solo in epoca medioevale quando il luogo fu fatto fortificare dall’Arcivescovo di Ravenna (898 d.C.) con la chiesa dedicata a Sant’ Apollinare. Nel periodo rinascimentale la rocca fu acquistata da Carlo II Manfredi, Signore di Faenza, che la fece ricostruire nel 1476. Il risultato di questa ricostruzione è ancora davanti ai nostri occhi: una torre a pianta esagonale con due angoli retti, caratteristica che la rende unica in Italia. E’ alta 18 metri e ha cinque piani, di cui due interrati, collegati da una scala a chiocciola. Il Parco della Torre (aperto nel periodo estivo: sabato, domenica e festivi dalle 14.30 alle 18.30 o per appuntamento telefonando allo 0546642162) presenta una singolare mescolanza di piante spontanee, ornamentali e da frutto. Da segnalare sono i cinque pini “patriarcali”piantati dalla famiglia Caldesi che caratterizzano l’aspetto del colle fornendo una suggestiva cornice al castello. Nella zona attorno al borgo si trovano inoltre alcuni sentieri con andamento circolare lungo i quali si possono incontrare punti d’interesse storico, panoramico e naturalistico. L’area è stata anche oggetto di ritrovamenti importanti: nel 1987, infatti, fu riportato alla luce un cranio completo di Mammuthus Meridionalis che ora si trova nel Museo Civico di Scienze Naturali di Faenza. Infine nel Borgo si può visitare la chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Apollinare, (898 d.C.) ricostruita nel 1946 dopo i bombardamenti della II Guerra Mondiale, che conserva all’interno un pregevole quadro della Madonna del Rosario, dipinto da Marcantonio Rocchetti nel 1601.

 

Faenza: è collocata sull’asse della Via Emilia all’incrocio con l’antichissima via che congiunge il porto di Ravenna con la Toscana e il mar Tirreno e questa posizione le ha consentito, nei secoli, di allacciare rapporti non solo con le altre città romagnole e con il mare Adriatico, ma anche con Firenze e con l’area toscana. All’influenza di Ravenna, che può ritenersi conclusa nel periodo altomedievale, seguì infatti un periodo di stretti rapporti e scambi culturali con Firenze, che

Chiesa della Commenda

raggiunse il culmine durante i secoli della Signoria manfredi, nel XVIII sec. Infine la città acquistò una identità ed una autonomia culturale tale da diventare un centro predominante nella Romagna.
La storia urbanistica di Faenza, analogamente a quella di molte altre città emiliano-romagnole, si snoda attraverso un continuo processo di rigenerazione dell’originaria struttura

 

romana, che, pur venendo in alcuni casi fortemente intaccata, riesce tuttavia a sopravvivere nell’impianto geometrico della città.
La Faventia romana sorse nell’ultimo quarto del II secolo a.C. in un sito abitato sin dalla preistoria, ma è forse solo in seguito alla costruzione della Via Emilia (187 a.C.) che si puo’ far risalire la fondazione della città. Tra le attivita di tipo artigianale risalenti all’epoca romana delle domus  vanno annoverate le lavorazioni della ceramica, dei laterizi e del lino. Le  testimonianze dell’arte dal V secolo in avanti sono la chiesa di S. Maria ad Nives (S. Maria Vecchia), la più antica basilica cristiana cittadina, eretta extra moenia nel VI-VII secolo a sud della via Emilia e la cripta della chiesa di SS. lppolito e Lorenzo del VII-XII secolo. Verso la fine dell’VIII secolo la città si riconsolidò entro una cerchia fortificata – invariata fino al XIII secolo – ed eresse, nell’area centrale, la Pieve di San Pietro ( oggi Cattedrale). Nel X secolo fu elevato a fianco della Basilica di S. Maria ad Nives il grandioso campanile ottagonale dove mori San Pier Damiani (il 22 febbraio del 1072). A partire dall’XI secolo si moltiplicarono le parrocchie urbane e si formò, oltre il Lamone, il primo nucleo del Borgo Durbecco, dove  ancora oggi si può ammirare l’antica chiesa “Magione” o della Commenda fondata da Fra Saba da Castiglione ( famoso abate storico letterato e cultore dell’arte).

 

Info tecniche sulla tappa

MONTEPAOLO (440m  s.l.m.)

FAENZA (35m s.l.m.)

Dislivello: ↑566m ↓338m

Lunghezza: 23 km

Tempo: 6h

Informazioni e ringraziamenti

In collaborazione con:
Associazione Culturale Beato Nevolone

 

e adesso guarda